Revisione Auto Epoca
Qui di seguito trovate alcuni stralci e commenti sul famigerato art.80 del Nuovo codice della Strada. A seguire il commento suffragato dalla riunione Asi tenuta a Forlì in primavera e dalle direttive attualmente in vigore.
L’art.80 del codice della strada regola il controllo dell’efficienza sui mezzi circolanti. In particolare detta le scadenze periodiche alle quali detti mezzi debbono sottostare alla “revisione” per poter essere riammessi a circolare. In pratica si va alla motorizzazione civile o presso le officine autorizzate dove tecnici dotati di particolari macchine mettono alla prova i mezzi circolanti. Lo stesso articolo di legge al punto 3 cita che:
3. Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo la revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto delle specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in materia.
Allo stesso tempo il "Nuovo codice
della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.
TITOLO III - DEI VEICOLI.
Capo I - DEI VEICOLI IN GENERALE
Art. 47. Classificazione dei veicoli.
1. I veicoli si classificano, ai fini del presente codice, come segue:
a) veicoli a braccia;
b) veicoli a trazione animale;
c) velocipedi;
d) slitte;
e) ciclomotori;
f) motoveicoli;
g) autoveicoli;
h) filoveicoli;
i) rimorchi;
l) macchine agricole;
m) macchine operatrici;
n) veicoli con caratteristiche atipiche
Art. 59. Veicoli con caratteristiche
atipiche.
1. Sono considerati atipici i veicoli elettrici leggeri da città, i veicoli ibridi o multimodali e i microveicoli elettrici o elettroveicoli ultraleggeri, nonché gli altri veicoli che per le loro specifiche caratteristiche non rientrano fra quelli definiti negli articoli dal 52 al
58.
2. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, sentiti i Ministri interessati, stabilisce, con proprio decreto:
a) la categoria, fra quelle individuate nei suddetti articoli, alla quale i veicoli atipici devono essere assimilati ai fini della circolazione e della guida;
b) i requisiti tecnici di idoneità alla circolazione dei medesimi veicoli individuandoli, con criteri di equivalenza, fra quelli previsti per una o più delle categorie
succitate.
La revisione degli autoveicoli di norma avviene dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni.
Vi sono poi alcune categorie di veicoli che devono annualmente sottostare alla revisione
Sono i veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a nove compreso quello del conducente, gli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i taxi, per le autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e per i veicoli atipici.
Sono logicamente esclusi dalla revisione annuale i veicoli che siano stati immatricolati per la prima volta nell'anno
In tutti e due i casi i carrelli targati collegati ai veicoli seguono la revisione del mezzo principale.
Sottocategoria: Revisioni- etc. etc.
MORALE: a tutt’oggi i veicoli con oltre 20 anni devono fare la revisione ogni 2 anni, ma, come prevede la legge, se essi sono iscritti ad un qualche registro che ne attesti il valore di storicità, rientrano nella categoria N dei veicoli atipici e pertanto devono fare la revisione ogni anno.
I registri attuali nei quali sono iscritti mezzi storici sono più di uno: registro Fiat, Guzzi, FMI, Lancia, Alfa Romeo, ASI, Autobianchi etc.
11Gennaio novita' in arrivo
Il Senatore Filippo Berselli assieme al presidente dell'Automotoclub Storico Italiano
ASI Roberto Loi hanno di recente presentato l'introduzione di nuove norme per le auto d'epoca.
Il decreto Ministeriale, dovrebbe entrare in vigore a breve, e modificherà la frequenza di revisione delle auto d'epoca che da annuale passerà a biennale.
Per quanto riguarda le auto costruite dopo il 15 Giugno 1976 devono rispettare le norme relative a cinture di sicurezza, fanaleria, retrovisori, i pneumatici devono
essere uguali o equivalenti a quelli indicati sulla carta di circolazione.
Tutti i veicoli a motore con data di costruzione antecedente il 1°gennaio 1960 vanno revisionati esclusivamente presso i Centri Provinciali della Motorizzazione Civile.
Ci sono novità per quanto riguarda determinati aspetti del collezionismo, infatti un progetto di legge prevede che le auto storiche non debbano essere considerate un patrimonio tassabile, inoltre
l'età minima affichè un veicolo possa essere considerato d' epoca salirà da 20 a 25 anni. I veicoli più recenti ma comunque di interesse storico verranno introdotti in un apposito elenco, ai fini
dell' agevolazione sul pagamento di bolli ed
assicurazioni.
Altra novità comprende la possibilità di reimmatricolare un veicolo con le sue vecchie targhe ma con l’aggiunta della lettera H quando avrà raggiunto 25 dalla data di costruzione.
TUTTO SULLA PROBABILE NUOVA LEGISLAZIONE
Alla Fiera Auto e Moto d’Epoca di Padova, una delle tavole rotonde più attese si è svolta tenuta nella giornata di domenica 25 ottobre 2009 presso lo stand ASI, alla presenza del Senatore Filippo Berselli: l’argomento era, infatti, la descrizione delle novità legislative in merito ai veicoli storici, che entreranno in vigore entro la fine dell’anno.
Diverse le novità: la revisione dei veicoli storici, che diventa biennale anche per quelle auto che finora dovevano sostenenere una revisione annuale; l’eliminazione della categoria dei “veicoli atipici” (come ambulanze e veicoli di soccorso); l’obbligo di conservazione delle caratteristiche costruttive e funzionali corrispondenti al certificato di interesse storico e collezionistico; il rispetto delle norme sulle cinture di sicurezza (per veicoli costruiti dopo il 15 giugno 1976), sulle apparecchiature visive d’illuminazione, su specchietti e pneumatici, questi ultimi conformi o equivalenti per dimensioni e caratteristiche a quelli originari.
Per un problema informatico, i veicoli anteriori al 1 gennaio 1960 dovranno effettuare la revisione presso i Centri Provinciali della Motorizzazione – anche se, in alcuni casi, i numeri di telaio non compatibili sono talora presenti nella base dati delle singole officine; ci sarà comunque la possibilità di scegliere sedi diverse e concordate con i Club. I parametri per la corretta revisione dei veicoli storici sono stati ridefiniti, testandoli su situazioni concrete.
Altro punto importante è che un “veicolo storico” potrà essere definito tale dopo aver compiuto i 25 anni di età (non più 20, dunque), mentre i veicoli di interesse storico con età inferiore ai 20 anni saranno inseriti in un apposito elenco (aggiornato entro fine ottobre da Costruttori, ASI, Registri di Marca e FMI), che permetterà la loro radiazione parziale, con esenzione di bollo e assicurazione; queste vetture, lasciate ferme per 5 anni, potranno essere reimesse in circolazione e reimmatricolate con le loro targhe antecedenti. Le auto storiche saranno identificate con un adesivo con la lettera “H”.
Le certificazioni saranno sempre demandate ad ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia e FMI e ad associazioni rappresentative che dovranno rispondere a specifici parametri di “storia” e diffusione territoriale del sodalizio; è stato inoltre precisato che il possesso di uno o più veicoli storici non costituisce indice di capacità contributiva.
Sarà sempre compito dei comuni l’eventuale limitazione della circolazione dei veicoli storici nel territorio di pertinenza; le nuove norme e i nuovi parametri di revisioni dovrebbero però convincere più facilmente di come l’inquinamento atmosferico delle vetture d’epoca, che sono poche e percorrono pochi chilometri, non dovrebbe essere considerato significativo.
Non tutte le indicazioni espresse nel disegno di legge sono, in effetti, condivise dalle associazioni nazionali di veicoli d’epoca: ad esempio, l’Associazione Amatori Veicoli Storici (AAVS) avrebbe auspicato l’applicazione della definizione di “veicolo storico” adottata dalla federazione internazionale FIVA; la libera circolazione nelle Zone a Traffico Limitato (non equiparando l’auto storica ad una “semplice” Euro 0); il rilascio di un Certificato di Storicità dietro il pagamento delle spese di Segreteria, senza obbligo di iscrizione ad una associazione; l’innalzamento a 30 anni per la definizione di auto d’epoca, e la selezione, con criteri oggettivi, di veicoli di età inferiore meritevoli di un ritiro temporaneo dalla circolazione (non la radiazione) e del pagamento di una tassa di circolazione (non di possesso).
Vedremo, comunque, se la legge subirà alcune modifiche “dell’ultim’ora” prima della sua definitiva applicazione, e se produrrà dei mutamenti significativi nella gestione del mondo dell’automobilismo d’epoca, un settore sempre più in crescita, e il cui valore storico-culturale è ormai globalmente riconosciuto.
BOLLO AUTO AGEVOLATO
TUTTAVIA ESISTONO CASI IN CUI TRAMITE UNA AUTOCERTIFICAZIONE E UN RICORSO AL TAR SI E' RIUSCITO AD OTTENERE LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL BOLLO ANCHE PER LE AUTO NON ASI
Novità legislative per le auto storiche: revisione biennale e proposta per alzare l'età minima a 25 anni
In occasione della manifestazione Auto e Moto d’Epoca 2009 di Padova, Il Senatore Filippo Berselli ed il presidente ASI Roberto Loi hanno esposto le novità legislative relative al mondo delle auto storiche. Il decreto Ministeriale, che entrerà in vigore tra pochi giorni, modifica le regole relative alla revisione dei veicoli storici: da annuale passa a biennale, come tutti i veicoli con più di 4 anni di vita.
I veicoli costruiti dopo il 15 Giugno 1976 dovranno rispettare le norme relative alle cinture di sicurezza, alle apparecchiature visive d’illuminazione, agli specchi e retrovisori, ai pneumatici con dimensioni e caratteristiche identiche o equivalenti a quelli d’origine. I veicoli costruiti prima del 1°gennaio 1960 dovranno effettuare la revisione presso i Centri Provinciali della Motorizzazione, in quanto il sistema informatico della stessa non è compatibile con i dati di identificazione utilizzati a quel tempo.
Il Senatore Berselli ha poi esposto il progetto di legge di cui è firmatario, che prende in considerazione molti aspetti del collezionismo. Il progetto prevede che le auto storiche possedute non costituiscano indice di capacità contributiva e che l’età minima dei veicoli sia alzata da 20 a 25 anni. Per i veicoli più giovani sarà creato un apposito elenco, in modo da consentire una parziale radiazione per evitare bolli ed assicurazioni. Il veicolo potrà essere reimmatricolato con le vecchie targhe (con l’aggiunta della lettera H) al raggiungimento dei 25 anni di anzianità e l’elenco sarà aggiornato ogni anni da Costruttori, ASI, Registri di Marca e FMI. Le certificazioni saranno demandate, come oggi, ad ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia e FMI e ad associazioni che dovranno rispettare alcuni parametri ed essere riconosciute dalla FIA o dalla FIVA.
auto d'epoca o d'interesse collezionistico?
Con AUTO D'EPOCA si intendono tutti quei veicoli cancellati dal PRA, E non adeguati, per requisiti ed equipaggiamenti, all'ammissione alla circolazione,
E riconosciuti idonei dalla Direzione Generale della Motorizzazione Civile
Le congiunzioni sono in maiuscolo perché individuano i tre requisiti essenziali per definire un mezzo come auto d'epoca. In sostanza innanzi tutto sono veicoli sprovvisti di targa o di
qualsivoglia titolo abilitativo alla circolazione, e possono circolare solo con la cosiddetta targa di cartone in occasione delle manifestazioni.
Sono quindi rigorosamente mezzi radiati dal PRA, visionati da tecnici della Motorizzazione Civile per verificare che siano in condizioni manutentive ottimali ed iscritti in apposito elenco tenuto
dalla stessa.
Inoltre non devono essere riammissibili alla normale circolazione perché non idonei alla stessa. Fino alla prima metà degli anni novanta erano tali solo i veicoli con caratteristiche tecniche
antiquate, quali ad esempio la dotazione di freni su un solo asse (come la Ford T di Stanlio e Ollio, o i quadricicli dell'800). Oggi sono tali tutte le auto non catalizzate, poiché, come si sa,
non possono essere immatricolate per vie ordinarie auto che non siano catalitiche. A rigore la terminologia AUTO D'EPOCA, tuttavia entrata nell'uso comune per definire le auto anziane, riguarda
solo veicoli non provvisti di targa e non reimmatricolabili.
Con AUTO DI INTERESSE STORICO si intendono tutti quei veicoli che abbiano una STORIA da raccontare, perché appartenuti a personaggi famosi o resi celebri da qualche evento o per ragioni tecniche.
E' una definizione che riguarda rigorosamente il singolo esemplare, non il modello in generale. E' infatti un auto "storica" per esempio l'A112 in cui venne ucciso il Generale Dalla Chiesa, ma
non tutte le A112. E' storica la CX 2000 Pallas in cui venne ucciso il giornalista Mino Pecorelli, ma non tutte le CX 2000 Pallas. Sono storiche l'Alfa Romeo del Duce, la DS in cui subì
l'attentato il Generale De Gaulle o, per ragioni tecniche, la prima Ferrari (Auto Avio) o l'ITALA del raid Pechino-Parigi.
Con AUTO DI INTERESSE COLLEZIONISTICO si intendono tutti quei veicoli che qualcuno può avere voglia di collezionare, senza riferimento al fatto che possano avere un valore particolare e col solo
requisito di essere in condizioni decorose, cioè siano almeno ISCRIVIBILI all'ASI (non necessariamente OMOLOGABILI, ma questo è un altro discorso).
Sono in sostanza tutti quei veicoli che abbiano più di venti anni e che siano in condizioni manutentive accettabili. Non si parla di valore commerciale o di prestigio, ma solo si ammette il fatto
che qualcuno possa in linea ipotetica avere intenzione di collezionarli, per i più disparati motivi. Questo consente di abbracciare nella dizione "interesse collezionistico" praticamente tutto il
patrimonio automobilistico ultraventennale, purchè TARGATO (condizione indispensabile, stando all'art. 60 comma 4 del Codice della Strada). Salvo per le vetture oggettivamente prestigiose,
l'appetibilità collezionistica è infatti un concetto legato a criteri emotivi e quindi non disciplinati o regolamentati dal Codice Civile o da altre fonti.
Dal punto di vista pratica tuttavia le tre denominazioni, salvo forse la prima, sono sostanzialmente equivalenti, ed indifferentemente utilizzate nell'uso. In pratica un auto di interesse storico
o un'auto d'epoca possono avere anche meno di 20 anni (ma la storicità deve essere riconosciuta dall'ASI), viceversa obbligatori per le auto di interesse collezionistico.
Sono infine soggette a revisione annuale solo le auto d'epoca, poiché assimilate ai veicoli atipici. Auto di interesse storico e di interesse collezionistico sono invece soggette alla revisione
biennale, come tutte le auto normali.
LEGEND HISTORIC CAR MUGGIA