Bmw serie 3
Forse non tutti sanno che...
Bertone e la BMW Serie 3
Già nel 1968 Nuccio Bertone aveva disegnato per conto della BMW una proposta di stile per l'erede della Neue Klasse da cui gli stilisti della Casa trassero alcuni
spunti per disegnare la linea della Serie 5 E12. Nel 1969 fu la volta della 2800 Spicup, una coupé a due posti nella quale si possono vedere diverse anticipazioni della linea della Fiat X1/9,
presentata tre anni più tardi. L'anno seguente, poi, il designer italiano aveva realizzato un prototipo con la meccanica della 2002 ti, battezzato 2002 ti Garmisch, in cui è possibile riconoscere
alcune anticipazioni dei tratti della Serie 3 E21.
In seguito, sembra che Bertone abbia collaborato in via riservata con gli stilisti BMW nella definizione della linea della Serie 3. Sua sarebbe anche l'idea della
placca in plastica rigata applicata a partire dall'inizio del 1976 per snellire la linea della coda.

La 2002 ti Garmisch del 1970, disegnata da Bertone
“Trecentoventi” o “Tre e venti”?
Al momento della presentazione della Serie 3, la BMW tenne a precisare che le sigle si sarebbero dovute leggere tenendo separata la prima cifra, per sottolineare
l’appartenenza alla serie: “Tre e venti”, quindi. Tuttavia, sia il materiale informativo della Casa , sia le scritte sulle vetture riportavano le tre cifre unite e con la medesima grandezza.
Perciò il pubblico le identificò in questo modo, e “Trecentoventi” rimase.
Già pochi mesi dopo, quando fu presentata la Serie 6, la Casa stessa parlava di “Seicentotrenta” e “Seicentotrentatre”.
Una macchina di precisione
La rivista tedesca Auto Motor und Sport, sul numero 18 del 30 agosto 1975, ha condotto un’inchiesta sul grado di precisione dei tachimetri montati sulle auto.
Prendendo come riferimento una trentina di vetture appartenenti a tutte le fasce di mercato, è emerso che uno dei tachimetri con il minor margine di errore era quello della BMW 320, con solo il
2,5% di scarto in eccesso, a fronte di imprecisioni di oltre il 15%.
Vice auto dell'anno
La Serie 3 E21 si classificò seconda al concorso "Auto dell'anno 1976". Prima clessificata fu la Simca 1307-1308, con 192 punti; seconda, appunto, la Serie 3 con 144
punti; terza le Renault 30 TS, che totalizzò 107 punti.
Comunque, se non fu l’auto dell’anno, la Serie 3 E21 fu votata dai lettori di Auto Motor und Sport come la miglior macchina del 1976 con cilindrata tra i 1000 e i
2000 cm3.
Dolcetto o scherzetto?
Sul numero di giugno 1976 di Gente Motori apparve il seguente annuncio di vendita: “BMW 320i - 1976 - Km 11.000 - Come nuova - Mai urtata - £ 2.000.000” In quel
mese, il listino della Casa prevedeva un prezzo di £ 6.500.000! Facile immaginare che il numero telefonico riportato nell’annuncio sia stato preso d’assalto da aspiranti acquirenti, anche se il
prezzo incredibilmente basso avrebbe dovuto mettere sull’avviso… Infatti, sul numero successivo della rivista vi era pubblicato un trafiletto nel quale l’intestatario del numero telefonico
comunicava di non avere mai avuto intenzione di vendere la sua vettura, e men che meno a quel prezzo. Insomma, si trattava dello scherzo di qualche burlone…
Una macchina da star
Silvia Dionisio, popolare attrice degli anni Settanta (tra le sue più note interpretazioni vi è la ragazzina amante di Ugo Tognazzi in "Amici miei") e grande
appassionata di motori, in un intervista pubblicata su Autosprint (n. 3 del 18 gennaio 1977), ha dichiarato che l'auto che le sarebbe piaciuto acquistare era la BMW 316.
Diversi altri personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo hanno posseduto una Serie 3 E21. Tra essi possiamo citare il cantante Sandro Giacobbe, in quegli
anni ai vertici della notorietà: affezionato cliente BMW, fu tra i primi ad acquistare nel 1975 la nuova 320. Molti, poi, furono i calciatori dell'epoca che viaggiavano con una BMW Serie 3.
Antonio Cabrini ne possedette addirittura tre (316, 320 e 323i); "eventunisti" furono pure i "gemelli del gol" dell'Inter, Alessandro Altobelli (320) e Evaristo Beccalossi (316); i fratelli
Franco e Giuseppe Baresi (entrambi 320); Sergio Magistrelli (320) e diversi altri.

Evaristo Beccalossi ritratto nel 1979 accanto alla sua 316 (foto "Il Monello")
Al servizio della legge
Tradizionalmente, una delle Case preferite dalla polizia tedesca è la BMW. La Serie 3 E21, a causa della carrozzeria a due sole porte, non potè svolgere il ruolo di
auto di pattuglia, per il quale furono impiegate le Serie 5, ma ebbe grande diffusione, soprattutto in versione 316, come auto civetta e come vettura di servizio per i funzionari di medio
livello.
“E’ meglio l’Alfa!” “No, è meglio la BMW!”
Negli anni Settanta e Ottanta, fra gli appassionati di automobili tenevano banco le interminabili discussioni tra i sostenitori dell’Alfa Romeo e quelli della BMW. I
primi rimproveravano ai secondi la discutibile tenuta di strada, specie sul bagnato, delle auto di Monaco; i fan di queste ultime minimizzavano e facevano notare la qualità costruttiva tutt’altro
che impeccabile delle Alfa Romeo, spesso facile preda della ruggine e dalle finiture approssimative.
A distanza di tanti anni, al di là delle chiacchiere da bar, si può affermare obiettivamente che entrambe le “fazioni” avevano le loro ragioni: una BMW progettata
negli anni Settanta, se portata al limite o su strade bagnate, poteva diventare impegnativa, specialmente per un guidatore poco esperto, a causa delle sue reazioni innescate da un assetto troppo
votato al confort e da pneumatici talvolta inadeguati.
Viceversa, una contemporanea Alfa Romeo aveva ottime doti stradali, ma le finiture lasciavano parecchio a desiderare sia per i materiali usati di qualità mediocre,
sia per la scarsa cura costruttiva; inoltre la resistenza alla ruggine era davvero modesta, al punto che sovente bastavano pochi anni di vita perché le lamiere presentassero corrosione
passante.
Insomma, la berlina sportiva ideale degli anni Settanta/Ottanta avrebbe dovuto avere telaio Alfa Romeo e carrozzeria ed interni BMW.
Negli anni Settanta e Ottanta, Alfa Romeo e BMW si disputavano il mercato delle sportive attorno ai due litri di cilindrata. E anche il mercato delle vetture per le
forze dell'ordine!
Una macchina da “Playmate”
Nel periodo a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta, l’edizione tedesca di Playboy premiava la “Playmate dell’anno” con una vettura, rigorosamente full optional,
di colore nero e con un piccolo coniglietto, simbolo della rivista, sui cofani. Per l’annata 1977 il premio era costituito da uno dei primissimi esemplari di 323i, consegnato nella primavera del
1978 alla vincitrice Christine Egger.
Velocità massima: Topcabriolet batte berlina 2-0
Grazie alla migliore aerodinamica, nelle prove su strada delle riviste specializzate, le Topcabriolet di Baur fecero registrare una velocità massima superiore a
quella della corrispondente versione berlina. Auto Motor und Sport rilevò per la 323i TC 203,4 km/h contro 196 km/h della berlina. Quattroruote provò le 320 M60: equipaggiate con il cambio a 5
marce - overdrive, fecero registrare 191 km/h per la convertibile e 189,2 per la berlina.
“Hai la BMW? Allora sei di destra!” Ma che c'entrava la politica con le (belle) macchine?!
Una “leggenda metropolitana” dipingeva le Serie 3 E21 e le Golf GTI, specialmente se di colore nero, come le auto - simbolo dei giovani ritenuti “di destra”. Allo
stesso modo di come all’epoca erano considerati "di destra" certi locali, certi abbigliamenti (ricordate i "paninari"?), eccetera, secondo un’abitudine piuttosto diffusa di classificare tutto
secondo tre categorie, elencate in ordine decrescente: “contestazione”, “qualunquista” o “di destra”. Poiché per prezzo e personalità la BMW Serie 3 e la Golf GTI non potevano fare
“contestazione” e neppure essere auto “qualunquiste”, furono etichettate come “di destra”.
Ovviamente, alla fin fine la politica non c'entrava nulla, vi era solo chi aveva la fortuna di potersi togliere qualche sfizio in più, scatenando l'invidia di altre
persone pronte a bollare oggetti e possessori con nomee ritenute "scomode". Tutto qui. Ma quelli erano i tempi…
Al servizio della “mala”
Un'altra “leggenda metropolitana” voleva che la Serie 3, e la 323i in particolare, fosse una delle auto favorite dai malfattori. Non come vettura da utilizzare per
furti e rapine: la carrozzeria a due porte mal si prestava alle “necessità” legate a questi crimini; piuttosto si diceva che la 323i fosse prediletta da contrabbandieri e spacciatori che
utilizzavano uno dei due scarichi, dopo averlo disattivato, per nascondere le loro “mercanzie”. La diceria trovò terreno fertile proprio tra i doganieri: molti proprietari di 323i ricordano
minuziosi ed estenuanti controlli alle frontiere, soprattutto italo – svizzere.
A tale poco edificante nomea contribuì anche un clamoroso fatto di cronaca avvenuto a Milano all’inizio del 1981. Due bande rivali di spacciatori di droga si diedero
appuntamento di notte in un piazzale per un “chiarimento”. Ne nacque un violentissimo conflitto a fuoco; sul piazzale rimasero quattro cadaveri di entrambe le fazioni e… tre BMW 323i:
evidentemente costoro, acerrimi rivali nella “professione”, erano accomunati dagli stessi gusti in fatto di automobili.
In realtà, come tutte le macchine alla moda di ogni epoca, la Serie 3 piaceva a molti e parecchi la acquistavano. Quasi tutti la pagavano col denaro guadagnato
onestamente, ma qualcuno (purtroppo) con i frutti di attività illecite.
Il libretto mente...
Talora i libretti di circolazione italiani riportano dati errati. Ad esempio, è il caso di alcune 316 immatricolate nell'inverno 1978/79, il cui libretto indica una
potenza di 93 CV anziché 90. La stessa cosa per alcune 318, la cui potenza riportata è di 102 CV anziché 98.
La serie di errori proseguì con le vetture model year 1980: molti esemplari con il cambio a cinque marce risultavano sul libretto a quattro marce.
Ben più grave l'errore che ha coinvolto alcune 320 M60 del 1982: i pneumatici risultano della misura 185/70 HR 14. In questo caso la BMW Italia intervenne con una
lettera dove si specificava che le uniche misure omologate sulle vetture in questione erano le 185/70 HR 13.

La pagina con i dati tecnici del libretto di una 316 model year 1979: come si può notare, la potenza riportata è di 93 CV
Una vera sportiva
Nell’estate del 1980, la rivista tedesca Sport Auto promosse un referendum tra i lettori su quali fossero le migliori auto sportive presenti sul mercato, suddivise
in sei categorie di prezzo.
I risultati furono pubblicati sul numero di ottobre 1980: nella categoria C (fino a 30.000 marchi), l’auto più votata fu la BMW 323i, con il 28,3% di preferenze,
seguita dalla Porsche 924 (26,6%) e dalla Datsun 280Z (12,2%). Ma i risultati più sorprendenti si ebbero nelle categorie D (fino a 45.000 marchi) ed E (fino a 60.000), nelle quali due E21
“speciali” ottennero il secondo posto. Si trattava dell’Alpina C1 2.3, piazzatasi con il 26,4% di voti subito alle spalle della vincitrice Alpine Renault A310 V6i (29,3%) e davanti alla Ford
Capri 3.0 S (14,8%), e dell’Alpina B6 2.8, seconda con il 14,5% di preferenze, dietro un “mostro sacro” come la Porsche 911 SC (20%) e precedendo un’altra Porsche, la 924 Turbo, terza con l’11,2%
delle preferenze.
Dunque, un grande risultato per la Serie 3 E21, che nelle tre categorie in cui era in gara ha totalizzato una vittoria e due piazze d’onore: la migliore prestazione
in assoluto!
Lo stesso referendum fu riproposto due anni più tardi con modalità quasi invariate. Nonostante la Serie 3 E21 fosse orami prossima alla fine della produzione, e
nonostante la comparsa di nuove concorrenti, la 323i si confermò la più votata nella categoria con prezzo fino a 26.000 marchi, con il 26% delle preferenze. Al secondo posto la Ford Escort RS
1600i (15,6%) e la Volkswagen Golf GTI (10,8%). Nella categoria con prezzo sino a 46.000 marchi, terzo posto per l'Alpina C1 2.3 (14,1%), preceduta dalla Porsche 944 (28,3%) e dalla Alpine
Renault A 310 V6 (14,6&). Infine, nella categoria sino a 60.000 marchi, ancora un podio per la Serie 3 E21: l'Alpina B6 2.8 si piazzò al terzo posto, con il 14,3% delle preferenze, dietro
alla Porsche 911 SC (31,1%) e all'Audi Quattro (18,1%).
Ancora la migliore prestazione in assoluto: scusate se è poco!
323i e piloti di Formula 1
Per l’edizione 1980 del Campionato Procar, che vedeva i piloti di Formula 1 sfidarsi prima dei Gran Premi al volante di una batteria di M1, la BMW mise in palio tre
automobili: una 635CSi per il vincitore; una 528i per il secondo classificato, ed una 323i, che sarebbe andata al terzo in classifica. A portarsi a casa la 323i fu Hans Stuck . Per la cronaca,
sul gradino più alto del podio salì Nelson Piquet, allora astro emergente della Formula 1, che precedette il Campione del Mondo 1980 Alan Jones.
Ma la 323i fu scelta come auto di tutti i giorni anche da altri piloti di Formula 1: per esempio lo svizzero Mark Surer, pilota della ATS, che conosceva bene la E21
avendo pilotato la 320i di Gruppo 5 del BMW Junior Team, in quello stesso 1980 ne acquistò un esemplare.
Anche Johnny Cecotto tra il 1981 e il 1982 guidava una 323i, con la quale percorse parecchi chilometri: sicuramente tutti di gran carriera.
Chissà se quelle auto sono state conservate dai piloti stessi o da qualche appassionato...
Un'auto razionale
Un altro importante riconoscimento alla Serie 3 E21 è stato attribuito dai lettori di Mot, chiamati a pronunciarsi sulle "Auto più razionali" del 1981. Le auto erano
state divise in quattro classi di prezzo (fino a 10.000 marchi; fino a 15.000; fino a 20.000 e oltre 20.000): i risultati, pubblicati sul numero 6 del 18 marzo 1981 e vedevano, nella classe oltre
20.000 marchi, al primo posto la Mercedes 280 SE, seguita dall'Audi 200 Turbo e dalla 320 M60, prima auto della sua categoria.
Un motore da Formula 1
La progettazione del 4 cilindri turbo, montato a partire dalla stagione 1982 sulle Brabham BMW di Formula 1, partì nel 1980 dal blocco motore del 4 cilindri da
competizione M12, a sua volta strettamente derivato dal motore M10 che equipaggiava le 316/318 e 518.
Nel 1983 Nelson Piquet vinse il Titolo Mondiale Piloti con la Brabham BMW BT52, e la Casa, per sfruttare al massimo il ritorno pubblicitario, pose grande enfasi sul
fatto che il suo motore di Formula 1 fosse “derivato dalla serie”.

Nelson Piquet e la Brabham BMW BT52
A volte ritornano…
Le soluzioni estetiche della coda delle prime Serie 3 del 1975, che destarono qualche perplessità al punto di convincere la BMW ad intervenire introducendo la placca
in plastica rigata tra i gruppi ottici, si rividero riproposte in maniera abbastanza simile 22 anni dopo, nella coda dell’Alfa Romeo 156, il modello che segnò il rilancio commerciale della Casa
del Biscione riprendendo la formula della berlina compatta dallo spiccato carattere sportivo.

La coda delle E21 del 1975 a confronto con quella dell'Alfa Romeo 156 del 1997